Image Alt

Kenneth Jay Lane, il mercante che ha sedotto le dive con la passione per il “saper fare” italiano

Kenneth Jay Lane, il mercante che ha sedotto le dive con la passione per il “saper fare” italiano

di Samantha De Martin

La curatrice della collaterale, Maria Teresa Cannizzaro, ci introduce al collezionista americano e alle sue creazioni in mostra a Parma dal 29 febbraio all’8 marzo

C’è un filo sottile fatto di perle, resine, smalti e pietre di rubino, che unisce divi di Hollywood e first lady d’America agli artigiani del sud Italia, approdati, a fine Ottocento, a Providence, capitale del Rhode Island, per trovare impiego in quella che sarebbe presto diventata la Mecca della bigiotteria, con oltre 700 fabbriche di bijoux.
In questa cittadina tutt’oggi vengono prodotti i ricercatissimi manufatti firmati Kenneth Jay Lane.
Kenneth Jay Lane: famoso bigiottiere americano, collezionista raffinato e disegnatore di gioielli. Falsi, ma molto apprezzati. Dalle ragazze alla ricerca dell’anello perfetto, dalle donne più mature, talvolta derubate dei gioielli autentici, e soprattutto dagli uomini che, a quanto pare, sarebbero disposti a pagare qualsiasi cifra pur di omaggiare la propria “lei” di un pezzo firmato Kenneth Jay Lane.
È stato questo collezionista appassionato ed elegante, a intuire, con estrema lungimiranza, intorno agli anni Sessanta, l’importanza di quel “saper fare” tutto italiano che, come diceva lui stesso, aveva contribuito alla “beautification of America”.
Diplomatosi presso la prestigiosa Rhode Island School of Design di Providence, ha fatto della propria passione un business, ma soprattutto un’arte capace di conquistare, con la fantasia, creatività e joie de vivre sprigionata dalle sue creazioni, personaggi come Jacqueline Kennedy, Margaret, contessa di Snowdone, Barbara Bush.

A questo eclettico creatore di bijoux, intrepido uomo d’affari, più volte portato in tribunale dalle grandi maison di moda con l’accusa di plagio, è dedicata una delle due collaterali di Mercanteinfiera.
La Mostra internazionale di modernariato, antichità e collezionismo che dal 29 febbraio all’8 marzo attende appassionati d’arte, buyer, architetti e curiosi, omaggia, al Padiglione 4, il celebre “mercante, capace far sentire le donne di ogni condizione sociale come Cenerentola che si reca al Ballo del Principe”.

Amava l’Italia Kenneth Jay Lane, e dall’arte del belpaese – dai manufatti etruschi a quelli romani che aveva modo di ammirare nei musei – traeva ispirazione, trasformando le sue suggestioni in creazioni spettacolari.

A curare la mostra “Brillanti Illusioni: omaggio a Kenneth Jay Lane. Il Re dei ‘falsi’” e a svelarci aneddoti, ma soprattutto anticipazioni di ciò che vedremo in mostra a Mercanteinfiera, Maria Teresa Cannizzaro, collezionista, appassionata studiosa di bijoux americani, Presidente dell’associazione culturale Passato e Futuro – Sezione italiana Vintage Fashion &Costume Jewelry Club.
Lei “Kenneth”, come lo chiama, lo ha conosciuto personalmente, oltre ad averlo raccontato nel libro “Brillanti illusioni”.

Un mercante “al servizio” delle first lady

“Incontrandolo mi sono appassionata al mondo dei bijoux. La mia passione è cresciuta notevolmente anche in seguito all’accoglienza riscontrata da parte del pubblico italiano. Molte persone che amano gli oggetti d’epoca e la bigiotteria americana sono molto affascinate da questo personaggio. Nella bigiotteria ci sono due filoni: quello di chi vuol far sembrare le cose simili a quelle vere, e quello di chi, come Kenneth, pensa che la bigiotteria debba essere decisamente falsa, e decide pertanto di realizzare multipli, un po’ come aveva fatto Andy Warhol”.
Sempre al centro della scena del jet set, Kenneth Jay Lane non amava due cose: non essere pagato e replicare i gioielli, bensì crearli sulla base di spunti e della sua fantasia straordinaria.
Era, a quanto pare, molto generoso. Donò otto quadri della sua collezione di Orientalisti al Metropolitan di New York, oltre ad aver lasciato il proprio corpo a disposizione della scienza, dopo la sua morte.
A introdurlo nel bel mondo era stata Diana Vreeland, direttrice della sezione “Moda” del Metropolitan di New York. Entrando nelle sue grazie, Kenneth aveva scalato l’high society, consegnando le proprie creazioni ai palcoscenici di tutto il mondo.

Una stella per Jackie Kennedy

Tra gli oltre 187 pezzi attesissimi, selezionati direttamente nello showroom di New York (mentre la produzione continua a esser fatta a Providence) e catalogati da Maria Teresa Cannizzaro per la collaterale di Mercanteinfiera, ci sono le repliche di due oggetti realizzati dal designer per l’amica Jackie Kennedy.
“Negli anni Novanta – spiega la curatrice – l’ex first lady chiamò Kenneth per chiedergli un consiglio su cosa indossare su un tailleur nero. Lui le disegnò una piccola stella, una spilla iconica, indossata da Jackie in moltissime foto. Lane l’ha realizzata in varie forme – in oro, con le pietre chiare e scure, in smalto bianco e arancio – e a Mercanteinfiera vedremo tutte le varianti”.
Poi ci sarà un pezzo che richiama il dog collar indossato da Diana, e ancora l’Uomo della medicina.
“Questa è una creazione singolare, disegnata dopo un viaggio in America Latina, alla scoperta della civiltà azteca. Lane amava la natura, ma soprattutto viaggiare”.
Ci saranno anche i tanti elefanti disegnati dopo uno dei suoi viaggi in India.

Incalzata dalla curiosità di chi scrive, Maria Teresa Cannizzaro si sofferma su un altro aneddoto relativo al Re dei falsi.
“Una volta Jackie Kennedy gli chiese di replicare un gioiello che le aveva regalato Onassis. Kenneth odiava replicare, ma soprattutto odiava non essere pagato. E Jackie non volle pagare il suo gioiello. Così, il gioielliere pretese di poter mettere in commercio alcune delle repliche, in modo che fossero acquistabili anche dalle persone comuni, a prezzi accessibili”.

Fantasia e joie de vivre: i segreti del successo del “mercante” Lane

Ma che cos’è che più affascina, ancora oggi, di questo personaggio?
“Senza dubbio la sua vena fantastica notevolissima. I prezzi dei suoi oggetti sono piuttosto elevati, eppure gli antiquari li comprano, a volte senza badare a spese. Le sue creazioni sono fantasia, colore, gioia di vivere. Oggi come ieri. Ma per capire il segreto del suo successo dobbiamo fare un salto indietro, a prima che Kenneth nascesse, al 1929, anno della grande crisi”.
È in quegli anni che nasce la bigiotteria. I grandi gioiellieri non riescono più a vendere, ma le donne non rinunciano ad adornarsi. I figli dei gioiellieri italiani a Providence, non avendo più clienti, aguzzano l’ingegno e inventano materiali poveri con i quali producono i bijoux.
Sono gli anni di Hollywood, che fa da volano alla bigiotteria con i modelli realizzati, a basso costo, per le dive del cinema.
“Oggi come allora, anche nei momenti di crisi, si ha voglia del gioiello a poco prezzo, dell’oggetto che trasmetta allegria, amore per la vita, per la natura e le cose belle”.

Dal sud Italia a Providence

Per capire cosa accadde a Providence (dove ancora oggi vengono realizzati i gioielli di Kenneth Jay Lane) bisogna fare un passo indietro, a precisamente agli anni successivi al 1861, quando centinaia di scalpellini, marmorari, tappezzieri, gioiellieri che avevano lavorato tra regge e basiliche nel Regno dei Borbone, partirono alla volta dell’America. Il Rhode Island (di cui Providence è capitale) era lo stato più industrializzato della nazione. Nei primi anni del Novecento fu addirittura attivato un collegamento diretto tra Napoli e Providence.
“Durante la crisi del 1929 gli italiani aguzzarono l’ingegno ideando materiali, all’apparenza oro e argento, ma in realtà poveri ed economici. Hollywood li mostrava attraverso le pellicole e le massaie americane li ritrovano nei magazzini, comprandoli a prezzi bassi”.

La corposa selezione di gioielli in mostra alle Fiere di Parma proviene interamente da uno di quegli stabilimenti (precisamente dalla fabbrica di Ron Berry, erede di un disegnatore italiano) dove la produzione firmata Kenneth Jay Lane prosegue a pieno ritmo.
Nell’anno in cui Parma è Capitale della cultura, Mercanteinfiera sceglie così di rendere omaggio ad uno dei più colti ed eclettici creatori di bijoux che continua a sedurre con la fantasia e il colore delle sue vivaci creazioni.

Visitatori: 10.00 - 19.00
Espositori : 9.30 - 19.30

Biglietto Online/Intero: €10

Fiere di Parma
Viale delle Esposizioni, 393A
43126 Parma, Italia