Bagno di folla a Mercanteinfiera, che chiude con 56.000 visitatori e oltre 6.500 buyer
Dalla Divina Commedia più grande del mondo ai capolavori del design come il mobile bar Art Déco di Cassi Ramelli, fino al rarissimo orologio Panerai della Marina Militare coperto da segreto militare fino al 1993. Tra le curiosità anche un Symphonium di fine Ottocento, antenato del jukebox, e un Cinebox USA del 1940, precursore dei videoclip. Tra i visitatori vip l’attore Christian De Sica.
(Parma, 21 ottobre, 2025) – C’è un luogo, a Parma, dove il tempo non si misura ma si ritrova. Mercanteinfiera è una grande madeleine collettiva: basta un oggetto, un profumo di legno antico, una stampa ingiallita, per risvegliare epoche, gesti e desideri che credevamo dimenticati. Come un atlante proustiano della memoria, il salone custodisce le mappe emotive di secoli e stili diversi: un paesaggio in cui storia, arte e design si incontrano per raccontare ciò che del tempo non passa mai.
L’edizione Autunno 2025, che si è chiusa ieri a Fiere di Parma, ha visto 56.000 visitatori e 6.500 buyer da tutto il mondo, un viaggio tra meraviglie e narrazioni capaci di tenere insieme eredità e stupore. Tra queste, la Divina Commedia più grande del mondo, in formato atlantico di oltre ottocento millimetri per lato, illustrata da Amos Nattini e sostenuta nei primi anni Venti del Novecento da Gabriele D’Annunzio. In fiera erano presenti i tre volumi completi – Inferno, Purgatorio e Paradiso – una delle imprese editoriali più monumentali del Novecento. Vent’anni di lavoro, tre tomi da venti chili ciascuno, un’ossessione per la bellezza capace di trasformare la parola di Dante in visione, e la visione in mito.
Dal mito alla meccanica del sogno: il pubblico ha potuto ammirare un rarissimo Symphonium di fine Ottocento, autentico antenato del jukebox, e un affascinante Cinebox USA del 1940, precursore del videoclip: un jukebox visivo che proiettava su bobine da 8 mm i primi brani musicali, anticipando la fusione contemporanea tra immagine e suono.
Tra i capolavori di design, l’eccezionale mobile bar in stile Art Déco progettato da Cassi Ramelli in Italia tra il 1936 e il 1937, documentato nell’Archivio Anzani: acero e pelle, radica d’acacia e intarsi che riproducono scene di corrida. Un’opera che incarna la perfezione dell’artigianato italiano d’epoca, dove la forma è sempre anche racconto.
E poi un oggetto che appartiene al tempo sospeso del mare: l’orologio Panerai in dotazione alla Marina Militare Italiana, tenuto segreto fino al 1993, impermeabile e realizzato in soli cinquecento esemplari, oggi dal valore di oltre centomila euro.
Tra i momenti più intensi della manifestazione, l’omaggio a Bruno Pizzul, con il dialogo tra Fabio Capello, Fabio Pizzul e Luca Ponzi: una riflessione sul linguaggio dello sport e sul modo gentile e competente di raccontarlo, quello che ha fatto della voce di Pizzul una colonna sonora della memoria collettiva italiana. Poi il talk che non ti aspetti, quello con don Luigi Trapelli, cappellano coordinatore nazionale della Polizia di Stato e “prete degli artisti”, che nel dialogo dedicato a Giona, il depresso: il profeta che sfidò Dio ha riportato la Bibbia al suo valore più attuale: un libro infinito, specchio dell’uomo di ogni tempo.
Mercanteinfiera si conferma così non solo mercato, ma luogo di scoperta e racconto, dove ogni oggetto diventa narrazione, ogni stand un piccolo museo, ogni incontro un pezzo di memoria collettiva. E se collezionare significa, in fondo, trattenere il tempo, allora Mercanteinfiera resta il posto dove il tempo, per qualche giorno, smette di scorrere e ricomincia a raccontare.
Mercanteinfiera torna a Fiere di Parma dal 7 al 15 marzo 2026.
Ufficio Stampa
Antonella Maia
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