Di Quello Sbagliato (quellosbagliato.com)

È il 1848 quando Alexandre Dumas scrisse uno dei classici più famosi della letteratura francese ‘La Dame aux camèllas’, noto a tutti come ‘La Signora delle camelie’.
Lo avete letto? È un romanzo che ha fatto piangere, sognare ed emozionare intere generazioni. Se non sapete di cosa stia parlando, non vi resta che correre subito ad acquistarlo!

La vita ‘tumultuosa’ della protagonista, Margherita Gautier, è un alternarsi di gioie e dolori, di fascino e mistero, ma, soprattutto, è rappresentata dai due colori di un fiore: il bianco e il rosso della camelia. Un contrasto che simboleggia il totale attaccamento amoroso al suo amato: casto e al tempo stesso erotico!

Pensate, nella cultura e nella tradizione cinese i morbidi petali della camelia, disposti in una posizione perfettamente simmetrica, sono simbolo di raffinatezza, di precisione ma soprattutto di devozione eterna tra gli innamorati.
La persistenza dell’amore, contro tutto e tutti, viene rappresentata dal dolce e sinuoso staccarsi in maniera simultanea del petalo e del calice dalla pianta. Insieme, sino all’ultimo momento. Emozionante, vero?

La camelia esprime il legame amoroso di lunga durata ed incarna l’essenza di una ragazza che ha fatto la scelta di affidarsi ‘totalmente’ alla protezione del giovane che ama.

Gli aneddoti sulla storia della camelia sono davvero tanti e affascinanti. Il leggiadro viaggio di questo fiore tra le diverse culture e il suo impiego tra i vari popoli è arrivato sino ai giorni nostri. Molti di noi, infatti, non sanno che quando sorseggiamo una tazza di buon tè, dobbiamo dire grazie ad una varietà di questa pianta: la camelia sinensis. È coltivata in tutto il mondo e da essa vengono raccolte le ‘pregiate e note foglie di tè’, che attraverso una serie di processi di essiccazione e ossidazione portano alla produzione di tè nero, tè verde e tè bianco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

È per questo che durante la prossima edizione di ‘Archi e Parchi’, la sezione dedicata ai pezzi d’epoca per esterno di Mercanteinfiera, il filo conduttore sarà proprio un viaggio esperienziale nel genere botanico ‘Camellia’.
Grazie all’allestimento della paesaggista Silvia Ghirelli e dei preziosi esemplari forniti da «La Compagnia del Lago» avremo la possibilità di spaziare fra il suo uso nel mondo produttivo del tè e quello ornamentale.

Anche quest’anno non potevo farmi sfuggire l’occasione di chiedere a Silvia di darci qualche anticipazione su questa mostra collaterale interessante ed unica.

Ciao Silvia, ben ritrovata! Quali sono le sorprese che stai preparando per la prossima edizione di ‘Archi e Parchi’ a Mercanteinfiera?

Ciao Andrea, anche quest’anno stiamo lavorando con l’obiettivo di emozionare e stupire chi parteciperà a questa edizione. La protagonista principale? La pianta della camelia.
Tra intriganti e ‘poco noti’ oggetti antichi, tavole e schizzi botanici che illustrano l’evoluzione di questa pianta negli anni e nelle diverse culture, il visitatore potrà vivere un interessante ed emozionante viaggio indietro nel tempo. Potrà, soprattutto, conoscere la varietà di specie di questa bellissima e affascinante pianta.

Come nasce la collaborazione con ‘La Compagnia del Lago Maggiore’?

Da ‘un’intuizione’ nata durante una nostra collaborazione. Entrambi ci occupiamo della realizzazione e della progettazione di giardini. Ciò che però ha fatto scattare la scintilla è stato l’amore di entrambi per l’arte e la scultura. Ti spiego il motivo.
La camelia è una delle piante più plasmabili dalla mano dell’uomo. Attraverso un attento lavoro di potatura, grazie ai suoi numerosi tronchi basali, può arrivare ad avere esemplari policormici e multitronco unici e suggestivi. Gli intrecci che si generano tra i rami e le foglie, il gioco di ‘pieni e vuoti’ che viene creato, la trasformano in una vera e propria scultura vegetale.

I motivi per non perdere questa nuova edizione…

Molti di questi esemplari unici creati da ‘La Compagnia del Lago Maggiore’ saranno esposti durante la prossima edizione di Mercanteinfiera a Parma. Il visitatore potrà conoscerli e ammirarli da vicino. Ne rimarrà rapito.
C’è un altro ‘emozionate’ motivo. In un periodo in cui ci prepariamo a vedere i nostri giardini caratterizzati da foglie secche e dai colori autunnali, alcuni esemplari invernali della camelia sbocceranno proprio durante l’edizione della fiera di antiquariato, modernariato e vintage più famosa d’Europa. I boccioli si stanno per schiudere e sono quasi pronti per regalarci un’edizione di Archi e Parchi ‘in fiore’.